Il Seme della Violenza: introduzione di Giovanna Bellini

Ho raccolto sotto il nome Il Seme della Violenza, citazione cinematografica (1), un ciclo di seminari dal titolo “Violenza interpersonale e violenza sugli animali”, itineranti in varie città italiane, aventi come filo conduttore la violenza del più forte sul più debole su cui verrà pubblicato a breve un testo scritto.

Viene sviscerata la violenza fin dalle sue origini, dal seme appunto; la violenza come espressione di disagio ed abuso sul minore, violenza come tentativo di dominio sul più debole, come vicaria del deficit di autostima; come spia di famiglie disfunzionali e come l'altra faccia della medaglia di maltrattamenti in famiglia; ed infine la violenza e crudeltà sull'animale come tirocinio del criminale, come reato, nelle organizzazioni criminali nella così detta Pedagogia Nera, utilizzata in vario modo a scopo di lucro, per lo sfruttamento sessuale, in situazioni che nascondono quindi soggetti pronti a colpire allo stesso modo i propri simili. Quindi il ciclo dei seminari de Il Seme della Violenza va a ricercare proprio l'origine di quella che poi potrà rappresentare una escalation di un pericolo sociale.

La violenza sugli animali può essere definita Il Seme della violenza, in quanto l'animale rappresenta l'essere debole su cui per primo nella "carriera" del violento si riversa l'agito crudele. L'animale è l'essere da dominare e dominato, da sottomettere e che poco può ribellarsi alle torture inflitte, risulta quindi un perfetto bersaglio anche nell'ottica di una espertizzazione a quella crudeltà che poi potrà essere rivolta alla vittima uomo. Gli agiti di violenza sull animale rappresentano non soltanto un reato secondo il nostro codice (art 544 c.p.) ma anche un abominio morale. Rappresentano inoltre una pericolosità sociale in quanto 30-40%dei casi chi ha connesso atti di violenza interpersonale ha commesso atto di crudeltà su animali in età adolescenziale. Il bambino è noto che nel suo sviluppo inizi ad interagire con il mondo e ad esplorarlo, mettendosi alla prova anche attraverso le reazioni del suo interlocutore, con i propri simili come con il mondo animale. L’aggressività è una delle componenti umane, anche il bambino più soddisfatto e felice ha momenti in cui per rabbia o sfida o difesa ha voglia di distruggere o fare del male. In questo caso si parla di un’aggressività fisiologica da distinguere da quella patologica che si manifesta quando non vi è minaccia o reazione. Con Crudeltà apparente si intende quella che infliggono i bambini ad esempio su piccoli insetti, vermi, o lumache durante i giochi o soltanto per soddisfare curiosità o desiderio di possesso, ad esempio strappando le ali a mosche, tagliando code a lucertole, o strattonando cuccioli di animali come fossero pupazzi. Questi tipi di atteggiamenti non rientrano in veri atti di crudeltà a meno che non vadano oltre dei limiti. Anche se in questa fase quindi una quota di aggressività nei confronti dell'approccio agli esseri viventi rientra nella normalità il bambino va comunque guidato fin dagli inizi, insegnandogli il rispetto per le forme di vita altrui, il rispetto per il dolore dell'altro, che sia al proprio simile che all'animale, il prendersi cura. Ecco perchè è molto importante la presenza di un animale in famiglia, generalmente cane o gatto, di cui il bambino possa anche prendersi cura, possa capire le esigenze ed iniziare a rispettarle, così come i bisogni primari. Quando già in età infantile si manifestano però delle aggressioni nei confronti degli animali che presentano delle anomalie per frequenza, tipologia, efferatezza, in particolar modo ad esempio quando ad essere maltrattati sono gli animali di famiglia, non insetti o piccoli rettili che sono lontano dal nucleo familiare, ma il cucciolo di famiglia, animali cioè con cui c'è o ci dovrebbe essere un legame empatico maggiore ed uno scambio affettivo più stretto.

Se le violenze risultano anomale per caratteristiche e vengono reiterate nel tempo è fondamentale non sottostimarle. Anzi, queste rappresentano segnali, manifestazione di disagio, maltrattamento, di situazioni disfunzionali a cui il bambino è sottoposto e possono rappresentare un “ tirocinio “ per un successivo disturbo del comportamento con agiti di violenza interpersonale. Cioè se non analizzati nelle cause e bloccati nel loro evolversi possono, in estrema sintesi, far trasformare il bambino 'abusato' in un adulto maltrattante, abusatore, con agiti violenti, un rapinatore, uno stupratore, o addirittura, nei casi più estremi, un assassino o un serial killer. Da dati statunitensi il 30% dei figli di donne che subiscono violenza assistita in famiglia attraverso crudeltà su animale a loro volta esercita atti di violenza sugli animali, e nell'80% delle famiglie disfunzionali in cui vengono segnalati maltrattamenti di vario tipo si animali domestici vengono scoperti anche abusi e trascuratezza o maltrattamento sui minori. Il 50% degli stupratori ha avuto agiti violenti in età infantile o adolescenziale sugli animali e il 15% esercita stupri anche su animali . Del resto la crudeltà verso gli animali è uno dei sintomi indicativi dei disordini della condotta elencati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). E' del reato ben nota l' associazione tra storia di crudeltà su animali di affezione in età adolescenziale ed evoluzione in età adulta in assassino o addirittura in serial killer sadico. Uno dei fattori di rischio per gli ostaggi valutato dall'FBI è proprio la presenza di una storia di abusi su animali nella vita adolescenziale dei rapitori, questa caratteristica induce le forze dell'ordine a trattative di breve durata, poiché con tali presupposti il rischio di uccisione o violenza sull'ostaggio sembra essere comunque molto alto ed essere indipendente dalle buone capacità di negoziazione, ma semplicemente crescere in modo esponenziale con il tempo di permanenza dell'ostaggio stesso nelle mani del rapitore con storia di crudeltà pregressa su animale. Ecco perchè è molto importante porre l'attenzione sui crimini e le violenze sugli animali fin dall'età infantile ed adolescenziale , non tanto per motivi etici ma soprattutto per mettere in atto piani di assistenza nei confronti degli stessi piccoli aggressori ed allo stesso tempo limitare il pericolo sociale determinato dall'evoluzione della violenza, riversata questa volta sull'uomo da parte dei piccoli violenti una volta diventati adulti, se non aiutati e lasciati a loro stessi.

Seguendo i nostri seminari si comprenderà che segnalare un atto di crudeltà e sadismo gratuito su un animale assumerà quindi non solo un doveroso atto morale ed etico, non soltanto un atto dovuto in quanto relativo ad una segnalazione di un reato secondo il nostro codice penale, ma assumerà un significato molto più ampio dal punto di vista sia educativo, pedagogico, sociale, criminologico che di ordine pubblico.



Note:
(1) Il Seme della Violenza, Film drammatico USA, del 1955, regia e sceneggiatura di Richard Brooks, con Glenn Ford tra come attore protagonista. Titolo orignale in lingua Inglese “The Blackboard Jungle”, Dall'omonimo romanzo del 1954 di Evan Hunter, noto come Ed Mc Bain.